Dal libro all’anime: Lovely Sara

Se avessero dello a Mrs Burnett che i suoi romanzi avrebbero colpito l’immaginazione di un popolo lontano, come quello nipponico, e la fortuna delle sue opere più conosciute  fosse stato quello di trasformarsi in anime, non so se ci avrebbe creduto.

dal libro all'anime: lovely sara

Eppure è ciò che è successo. La Nippon Animation, nel 1985 produsse per la Fuji Tv un adattamento de La piccola principessa, romanzo per ragazzi scritto nel 1905, intitolato Lovely Sara, compreso in un progetto denominato Sekai meisaku gekijo, meglio noto come World Masterpiece Theatre .

L’intento  di questo progetto ( per saperne di più QUI), era quello di offrire prodotti qualitativamente migliori rispetto alle produzioni coeve, puntando sulla trasposizione – più o meno- fedele di celebri romanzi  della letteratura occidentale per ragazzi,  distinguendoli, oltre che per le tematiche e la forte caratterizzazione dei personaggi, anche attraverso una grafica più realistica e  a dalle ambientazioni più curate. Storie dunque più articolate, pensate per i bambini/ragazzi, ma apprezzabili sicuramente da un pubblico più maturo.

In Italia questa tipologia di cartone animato riscosse un notevole successo e ne vennero importati e trasmessi molti; e chi di noi negli anni 80 e 90 è stato bambino, non può non ricordare titoli come Pollyanna, Anna dai capelli rossi e L’isola della piccola Flo, solo per citarne alcuni.

Lovely Sara non è stato all’epoca uno dei miei cartoni preferiti, devo ammetterlo. Forse perché avevo un temperamento più portato alla fantasia e all’ironia, forse perché ero attratta dai colori più vivaci di altre eroine oppure semplicemente perché il reale significato della storia mi sfuggiva in quanto davvero troppo piccola; insomma questo cartone l’ho scoperto tardi. Come detto in questo mio articolo su cartoni animati e infanzia, di acqua sotto ai ponti ne è scorsa pure troppa da quando lo trasmettevano tutti i pomeriggi, e nel momento in cui mi sono ricordata che alle prime note della sigla afferravo il telecomando e giravo – oppure correvo a giocare- mi sono detta che dovevo dargli una possibilità e vederlo da capo.

dal libro all'anime: lovely sara

Da qui ho scoperto che l’anime non era tratto da un fumetto, bensì da un libro, La piccola principessa, appunto, e che il romanzo in questione era sì dedicato ai ragazzi, ma conteneva una chiara denuncia sullo sfruttamento dell’infanzia e sulle condizioni indigenti che le classi più povere, contemporanee all’autrice, lasciavano vivere i fanciulli. Tema purtroppo ancora tremendamente attuale se si considera lo stato di maltrattamento e povertà dei bambini del terzo mondo.

Comunque alla visione del cartone, e seguita la lettura de La piccola principessa. Il giudizio che ne è seguito è stato molto positivo per entrambe le opere;

  • L’anime: tutt’altro che noioso, mi è apparso molto coinvolgente; il ritmo, i disegni e le atmosfere inducono direttamente lo spettatore a partecipare alle avventure di Sara. I 43 episodi da cui è composta la serie, scorrono velocemente.
  • Il romanzo: è stato la prima lettura di questa autrice. Mi ha offerto uno spaccato dell’epoca della Burnet molto suggestivo e mai lento, che mi ha molto ricordato lo stile della Alcott. Con la sua quotidianità e i buoni sentimenti.

Sara è un personaggio di uno straordinario equilibrio: grazie ad intelligenza ed altruismo riesce a stupire per il decoro con cui affronta anche la peggiore delle disgrazie; il carattere simile ad un nocciolo duro di educazione e pacatezza la mette a riparo dalla disperazione e le dona un’aura di nobiltà che le fa guadagnare il rispetto dello spettatore/lettore. Ho avuto modo di constatare che nella versione anime questo personaggio è stato trasposto molto fedelmente, anche se nel finale ho riscontrato un’eccessiva dose di compassione, a tal punto da rasentare il buonismo. Molto più verosimile – e più comprensibile agli occhi del fruitore dell’opera- è la reazione di Sara nel riscatto finale, nella versione originale del romanzo.

Consiglio di rivederlo a chi, come me, all’epoca della sua uscita pensava fosse triste o è rimasto shockato dalla famosa scena in cui a Sara viene strappato il cerchietto dalla testa e le perline si spargono per il pavimento. Ne vale la pena. Aspetto di sapere invece, da chi l’ha riscoperto, cosa ne pensa e se ha poi approfondito leggendo il romanzo. Vi aspetto alla prossima!

5 pensieri riguardo “Dal libro all’anime: Lovely Sara

    1. È un anime giapponese molto bello ma importato in Italia quando i cartoni animati erano considerati come puro intrattenimento per bambini e quindi i ragazzini di allora che come me ora sono adulti se lo ricordano come una storia triste, quando invece merita una chance.

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