#recensione a caldo: Il ragazzo invisibile- Seconda generazione

53470Avevamo lasciato Michele (Ludovico Girardello), nel primo film, Il ragazzo invisibile ( 2014) con una rinnovata stima di sé, e la consapevolezza di sentirsi speciale nonostante (per ragioni che solo un supereroe comprende) non possa rivelare agli amici chi sia veramente.

Adesso lo ritroviamo sedicenne, alle prese con l’elaborazione di un lutto, la solitudine e la voglia di trovare un posto nel mondo. E’ con questo stato d’animo che Michele accetta di instaurare un rapporto con la sorella gemella Natasha (Galatea Bellugi) e la madre biologica Yelena (Ksenia Rappoport). Finché però il nostro Misha/Michele scopre le reali intenzioni di Yelena  e scopre che ciò che trova giusto è, in verità, più importante di ciò di cui ha bisogno, ovvero il sopracitato posto nel mondo. Dichiarandosi così di fatto un eroe sotto ogni aspetto.immagini.quotidiano.net

A me il film tutto sommato è piaciuto. A livello di effetti Il ragazzo invisibile- seconda generazione non ha nulla da invidiare a produzioni oltre oceano, la recitazione è accettabile, la fotografia molto bella. Però. C’è un però. Soggettivo, forse, ma c’è un però.

Premetto che apprezzo davvero lo sforzo del nostro paese di esplorare la fantascienza e di uscire dal pantano di certe produzioni trite e ritrite, con plot sempre simili che “rappresentano la nostra società odierna”. Insomma il film è diretto da Gabriele Salvatores, mica l’ultimo arrivato. Però, perché percorrere strade già battute? Perché non si cerca di scrivere qualcosa di originale? La sensazione che ho avuto è stata quella di vedere una versione nostrana degli x-men. Non dico che il film non sia godibile, anzi! Però mi piacerebbe che domani ci sia qualcuno che si alzi e dica: “scriviamo la sceneggiatura di un film di fantascienza che non sia una pallida imitazione del cinema statunitense”.

In conclusione: il film vale la pena di essere visto. Un buon punto di partenza per il genere fantascientifico all’italiana, ma non di arrivo, sicuramente. Fatemi sapere cosa ne pensate, vi do appuntamento alla prossima!

 

8 pensieri riguardo “#recensione a caldo: Il ragazzo invisibile- Seconda generazione

      1. Da quel che so Salvatores ha dichiarato di non essere un fan dei supereroi e dei film di supereroi, forse non ne ha nemmeno mai visti, eppure le ispirazioni e i riferimenti sono palesi. Per questo gli preferirò sempre Lo chiamavano Jeeg Robot, al di là del target di riferimento, che è stato fatto da veri appassionati del genere rendendolo italiano al 100%. A me tutto sto progetto sa tanto di grossa operazione commerciale per cavalcare l’onda non che ci sia qualcosa di male eh ma forse farebbero meglio a conoscere un po’ l’argomento prima di cimentarcisi.

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      2. Preferisco decisamente Lo chiamavano Jeeg Robot. Anch’io ho avuto questa sensazione che fosse solo un modo per cavalcare l’onda del successo dei cinecomics Marvel & co. Nulla di sbagliato, per carità, però insomma diamo spazio a qualcosa di diverso e, sopratutto, di nostro. Comunque se ricordo bene Salvatores l’ha soltanto diretto e non scritto. Vabbè comunque a Natale prossimo sicuramente lo daranno in TV XD!

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  1. Non so. Salvatores mi deluse con Nirvana e da allora non l’ho più seguito. Certo il concetto di fantascienza italiana è una bella suggestione e il coraggio di aprire e percorrere questa strada va premiato.

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